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Come scegliere la rete letto

molle, doghe, fissa, motorizzata....come scegliere quella giusta per noi?

Tutti sanno che una casa si costruisce dalle fondamenta per poi progressivamente arrivare al tetto.

Questa procedura è assolutamente valida anche nella scelta dei dispositivi per il nostro sonno, dove la base e la rete sono in realtà due elementi a sé stanti, con precise caratteristiche, e pertanto è assolutamente sbagliato poter pensare di scegliere un materasso senza la rete o la base adeguata, perché, come detto in apertura, questa costituisce le vere e proprie fondamenta  sui quali verranno poi appoggiati gli altri due dispositivi: materasso e cuscino.

Il mercato odierno e il costante progresso tecnologico hanno portato oggi ad una scelta davvero molto ampia di reti, ed è quindi facile entrare un attimo in confusione quando, entrando all’interno di un e-commerce on-line o in uno showroom di prodotti dedicati al sonno, ci sentiamo ben presto sopraffatti perché non sappiamo più dove orientarci.

Questo articolo è scritto con l’intenzione di fare chiarezza, per quanto possibile, in questo variegato mondo di dispositivi che, sempre di più, appaiono tecnologici e differenziati.

La rete può anche corrispondere al letto, essendone integrata: si parla in questo caso di base letto, e non più solo di rete, che poi deve essere inserita in una struttura.

Tutto ciò rimesso, andiamo adesso ad analizzare materiali e tipologie di reti che troviamo più comunemente sull’attuale mercato dei dispositivi dedicati al sonno.

  • Rete a maglia

È la più tradizionale delle reti, quella che ha sostituito il “tavolaccio di legno” su cui in origine venivano appoggiati i materassi.

La maglia in metallo si è evoluta nel tempo, andando ad aumentare l’elasticità e la capacità di adattarsi alle diverse qualità del materasso e alle caratteristiche delle persone che vi si sdraiano.

Questa tecnologia comporta, però, che il piano sia unico in tutte le misure e nel tempo l’allungamento della maglia cede. Va inoltre ricordato che il metallo con cui è composta la rete a maglia funge da conduttore per le correnti elettrostatiche ed elettromagnetiche, a meno di soluzioni che non rendano neutrale questa sua caratteristica.

  • Rete a doghe

Un’altra evoluzione del “tavolaccio” è stata l’introduzione della doga di legno che, inserita in un telaio anch’esso di legno o di metallo, ha permesso una certa elasticità del piano e una sua maggiore capacità di adeguarsi alle curve del corpo.

Le doghe vengono piegate verso l’alto e messe in forno ad essiccare, con un processo che toglie l’umidità “fissando” la forma stabilita; in questo modo, una volta inserite nel telaio, si possono flettere riempiendo laddove c’è vuoto nelle curve del nostro corpo – collo, zona lombare, dietro le ginocchia – e accogliendo dove ci sono le spalle e il bacino.

Le doghe possono essere di materiali differenti, quali la resina e la fibra di carbonio, ma il legno multistrato in varie qualità (o anche massello), e senza presenza di formaldeide, è il più diffuso.

L’utilizzo del legno consente maggiori resistenza, flessibilità e durata; le doghe di legno possono essere di betulla, di abete o del più indicato faggio, che presenta una migliore resilienza della fibra legnosa. I listelli possono essere rivestiti con materiali differenti che ne enfatizzano le caratteristiche, li migliorano o li rendono in grado di rispondere a precise esigenze: è il caso, per esempio, del rivestimento della doga in sughero, che la isola meglio dal materasso e crea una sorta di intercapedine areante.

La tecnologia ha poi permesso, negli ultimi anni, di ottenere importanti evoluzioni della rete a doghe. La riduzione della dimensione dai tradizionali 6,5 cm ai 5 cm, fino ai 2,5 cm ha consentito di realizzare un piano con un numero maggiore di listelli, che segue meglio la schiena.

Allo stesso tempo, le doghe non sono più solidali al telaio che le rendeva immobili, bensì inserite in supporti di materiale elastico che ne consentono un’escursione verticale in grado di seguire meglio la postura e la posizione del corpo, supino, prono o di fianco.

Sono stati introdotti, inoltre, accorgimenti tecnici come: la sovrapposizione di doppie doghe nella zona lombare, al fine di sostenere meglio laddove c’è la maggior parte del peso del corpo; l’inserimento, sempre nella zona lombare, di regolatori di rigidità che assecondano l’esigenza di maggior sostegno o riempimento della schiena femminile; l’adozione, nella zona spalla, di sistemi ammortizzanti basculanti che consentono una migliore accoglienza della spalla maschile, soprattutto nella posizione di sonno laterale.

  • Rete a piattelli

L’obiettivo della tecnologia ergonomica è quello di far sì che la rete rispecchi la forma del corpo che per le sue caratteristiche anatomiche è unico; ciò ha significato un crescente numero di doghe e una diminuzione costante della loro larghezza, con il piano di appoggio che ha cominciato ad assomigliare vagamente ai “tasti di un pianoforte”.

Ma una più concreta svolta si è avuta con una migrazione di tecnologia dal mondo dell’automobile; riprendendo il principio degli ammortizzatori delle ruote, che sono sottoposte a un grande peso che le sovrasta e devono contemporaneamente affrontare i terreni più disparati. Sono così nati i piattelli: di forme, dimensioni e materiali diversi, non appoggiano più sul telaio ma su supporti che permettono loro di muoversi lateralmente a 360 gradi e anche longitudinalmente, con un perfetto adattamento al corpo della persona sdraiata.

Fissa, regolabile….o motorizzata?

A complicare il tutto abbiamo anche le modalità di posizionamento, che appunto sono le tre citate di cui andiamo a vederne le principali caratteristiche

• Fissa

è la rete più comune, la più venduta e diffusa. Il piano su cui si trovano la maglia, le doghe o i piattelli è costante, senza alcuna regolazione.

rete doghe fisse

• Regolabile Manualmente

l’utilizzo di una rete con alzate risponde all’esigenza di poter tenere più sollevate la testa o le gambe quando ci si sdraia sul letto.

È di grande vantaggio in varie situazioni: per esempio la posizione rialzata da lato testa, con il sollevamento del tronco, facilita la lettura di un libro ma è molto utile per dare sollievo ad alcune patologie come in caso di raffreddore o tosse (consente una migliore respirazione notturna) o di problemi di digestione e di reflusso.

rete doghe regolazione manualeAnche l’alzata del lato gambe consente un grande miglioramento dello stato di salute, specialmente per quanto riguarda la circolazione sanguigna degli arti inferiori, in particolar modo nelle persone che svolgono lavori che le costringono quotidianamente a un super-affaticamento delle gambe.

• Motorizzata

È dotata di motorizzazioni per il sollevamento della rete stessa. Il piano è diviso in più segmenti e si possono gestire la parte alta del tronco e testa, la parte della zona lombare, le gambe dal bacino alle ginocchia e dai polpacci ai piedi, con l’indubbio vantaggio di poter personalizzare le inclinazioni e l’altezza dei vari segmenti.

rete doghe motorizzata - sonnoperfetto.itLe reti motorizzate sono gestite con un telecomando, con un filo o a infrarossi; il meccanismo di comando permette un’agevole utilizzo anche quando la persona è a letto, durante la notte, senza doversi alzare come accade per la rete a regolazione manuale.

I motori con cui sono equipaggiate le reti di questo tipo devono essere a bassa tensione e il richiamo della corrente avviene solo nel momento in cui vengono premuti i tasti del meccanismo di comando, ossia c’è richiesta di movimentazione; inoltre, devono essere dotate di una batteria che, nel caso di interruzione di corrente, permetta alla rete di tornare alla posizione piana.

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